Notizie di cronaca nelle Marche
Mercoledì, 08 Maggio 2013 02:00

Camerino: scommette con la carta di credito

Approfitta delle sue competenze in campo informatico e, seduto alla sua scrivania,  riesce ad  “attingere” più di 500 euro dalla carta di credito prepagata di un ignaro impiegato per poi dirottare il denaro su siti di scommesse on line. Vittima della truffa telematica un 40enne di Camerino che si è visto prosciugare il credito presente sulla sua prepagata ad opera di  un hacker che lo ha poi utilizzato per piazzare scommesse sulla rete. La vittima stava effettuando degli acquisti, ma quando si è presentato alla cassa per pagare  ha constatato che il suo credito era stato completamente dilapidato. Tornato a casa e controllando i movimenti di denaro sulla sua carta l'impiegato si è accorto che qualcuno, utilizzando i suoi dati, aveva effettuato “puntate” per oltre 500 euro presso un'agenzia di scommesse. L'uomo si è quindi rivolto ai carabinieri di Camerino i quali, al termine dell'attività di indagine, hanno individuato l'hacker, un 60enne napoletano, risultato essere esperto dei sistemi di “clonazione” dei codici online. A carico dell'uomo è quindi scattata l'ennesima denuncia per frode informatica. Il sessantenne, infatti, si era reso protagonista in precedenza di altre truffe analoghe.

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Mercoledì, 08 Maggio 2013 02:00

'Fraternamente Francesco'

Fraternamente Francesco. Così si firma il papa scrivendo di suo pugno alle persone, sia che si tratti di cardinali, vescovi o semplici laici. È capitato al vescovo della diocesi di Camerino - San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, il quale, quando si è visto arrivare una lettera tutta scritta di proprio pugno dal pontefice (dal testo all'indirizzo della busta), non credeva ai suoi occhi. Mai era avvenuto prima. In analoghe circostanze il santo padre si affidava a segretari e sostuituti. Ora invece Papa Francesco, sulla linea di quanto avviene nelle udienze a piazza san Pietro, preferisce prendere carta e penna ed avere un rapporto diretto con le persone . "Mi scusi per il mio italiano" - scrive al vescovo di Camerino-San Severino Marche e poi il ritornello di sempre "le chiedo di pregare per me; che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca". Ma al termine la sorprendente firma "fraternamente Francesco". Dove sono andati a finire i tempi aulici quando al posto dell' "io" c'era il maiestatico "noi", quando prima del nome del papa figuravano vari titoli? Ora nemmeno una piccola croce (che indica l'essere vescovo), ma un semplice e umano " Fraternamente Francesco". Una lettera analoga il papa l'ha scritta al parroco del paese d'origine della nonna. Qui c'è anche un errore di italiano e qualche incertezza linguistica che comprovano la genuinità del testo e sempre la stessa firma "Fraternamente francesco ".

 

 

Articolo precedente:

Primo incontro di papa Francesco con l'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro. Il presule è stato ricevuto in udienza, sabato 4 maggio, insieme ad altri vescovi delle Marche in occasione della visita ad limina, un incontro periodico che i vescovi di tutto il mondo hanno con il santo padre. L'appuntamento, già fissato da Benedetto XVI per lo scorso 28 febbraio, era poi stato annullato in quanto coincidente con l'ultimo giorno del suo ministero petrino. Papa Francesco ha voluto riprendere in mano l'agenda del suo predecessore, convocando nuovamente i vescovi delle diocesi marchigiane.

 

Mons. Brugnaro, quale il significato della visita ad limina?

“Il concilio di Trento ha previsto che ogni 5 anni i vescovi di tutto il mondo si rechino a Roma per rinnovare la loro fede sulla tomba degli apostoli. Ecco il perché del nome ad limina apostolorum, cioè una visita ai confini, alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. In tale occasione è previsto anche un incontro con il papa, vescovo di Roma e capo della chiesa cattolica”.

Era la prima volta che incontrava personalmente papa Francesco?

“Si è trattato del mio primo incontro con lui quale sommo pontefice. Avevo già incontrato precedentemente in due occasioni il cardinale Bergoglio, in una visita al cardinale Martini e immediatamente dopo il conclave che, nel 2005, aveva eletto Benedetto XVI. Erano stati, però, incontri del tutto fugaci e credo che non si siano impressi nella sua memoria anche se ha ricordato l'incontro con Martini”.

La sua impressione?

“Certamente di un'accoglienza, di una benevolenza, di una sensibilità e di un desiderio di aiutarci nelle nostre situazioni davvero eccezionali. In questo ci ha commosso perché lasciare la sua diocesi, la sua Argentina, il mondo latino – americano per immergersi in maniera così repentina nel suo ruolo di guida e di aiuto alla chiesa universale è veramente un segno di dedizione e di grande offerta della sua vita per il bene della Chiesa”.   

Quali i temi che più stanno a cuore a papa Francesco?

“Anzitutto il papa ha voluto conoscere le nostre difficoltà che, in un clima di dialogo e di grande fraternità, ciascuno di noi vescovi presenti gli ha esposto: una certa tiepidezza della vita cristiana, la famiglia che mostra preoccupanti segni di crisi, l'esigenza di aiutare i giovani a prepararsi alla vita coniugale in maniera più completa. Il santo padre si è poi soffermato particolarmente sul tema delle vocazioni, chiedendo quanti sacerdoti sono presenti nelle nostre diocesi, quale la situazione sotto il profilo vocazionale e il rapporto esistente tra sacerdoti giovani e sacerdoti anziani. Sono stati evidenziati anche i problemi di carattere economico – sociale  che investono il nostro territorio e le particolari difficoltà che possono derivare dall'integrazione. Al riguardo il papa ha raccomandato di sviluppare strutture di carità e di solidarietà che vadano incontro alle esigenze dei più deboli, invitandoci alla speranza e a riprendere con coraggio e pazienza il nostro compito di pastori”.

Sin dalla sua prima apparizione papa Francesco ha suscitato entusiasmo nei fedeli. Verrà in futuro a visitare le Marche?

“Ho rappresentato al santo padre l'affetto che per lui nutre la gente, conquistata subito dalla sua immediatezza di comunicazione e dalla semplicità dei messaggi evangelici che ha voluto dare. Ho anche ricordato come la nostra sia una terra di grande tradizione francescana ed anche la devozione mostrata dai pontefici verso la Madonna di Loreto. <> è stata la sua risposta, anche se ora il papa è totalmente proteso alla Gmg di Rio de Janeiro che sarà per lui un grande e faticoso viaggio”.  

 

 

 

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Mercoledì, 08 Maggio 2013 02:00

La confraternita di Moie al raduno di Roma

La Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie ha  partecipato  insieme ad altre Confraternite dei paesi limitrofi al raduno mondiale che si è svolto a Roma per l'Anno della Fede. Domenica 5 maggio si è svolta, infatti, la "Giornata mondiale delle Confraternite e della Pietà Popolare" organizzata dalla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia. La manifestazione è  iniziata il 3 maggio con incontri di preghiera e riflessione in varie lingue. I confratelli della Vallesina sono stati presenti alla giornata conclusiva per la Santa Messa in piazza San Pietro con il papa Francesco e la preghiera del Regina Coeli. Nel pomeriggio hanno visitato le catacombe di San Callisto e la basilica di San Giovanni in Laterano. L'iniziativa è partita dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie che ha scelto di prendere parte alla giornata conclusiva del raduno mondiale, un'occasione unica per conoscere altre realtà simili presenti in ogni parte del mondo e un modo per rafforzare l'appartenenza all'antichissima istituzione della confraternita. La Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie di lunga tradizione aveva cessato di esistere. È stata ricostituita da cinque anni e i confratelli hanno ricevuto la benedizione del vescovo Gerardo Rocconi l'8 settembre del 2008. La Confraternita del Santissimo Sacramento è un'associazione ecclesiale che cerca di promuovere il culto verso l'Eucarestia e la Vergine Maria, di collaborare per organizzare le manifestazioni religiose pubbliche. Altro scopo della Confraternita è promuovere ed esercitare le opere di carità umana e cristiana che sono suggerite dalle circostanze. Per rispondere a queste finalità dello Statuto, la Confraternita partecipa alle celebrazioni promosse dalla Parrocchia e organizza alcuni incontri pubblici per approfondire i temi della fede. Nell'anno 2011 la Confraternita moiarola , guidata dal priore Gianni Cantarini, aveva invitato la presidente diocesana dell'Azione Cattolica, prof.ssa Alessandra Marcuccini, a tenere una conferenza pubblica sul tema “L'Eucarestia per l'uomo - l'uomo per L'Eucarestia” in preparazione al congresso eucaristico di settembre ad Ancona e in alcune città vicine. Le confraternite stanno vivendo un momento di grande risveglio, ne stanno nascendo di nuove e anche i giovani si iscrivono. Tra le altre iniziative della Confraternita di Moie, la relazione del 2010 sulla storia e il servizio del beato Pier Giorgio Frassati, il protettore dei confratelli: un giovane vissuto a inizio del Novecento, un testimone con le parole e con le opere della fede in Cristo.  Nel marzo dello scorso anno era stato il vescovo Rocconi a guidare una partecipata catechesi sul culto dell'Eucarestia e su come si possono vivere le parole del vangelo sul tema della carità. Il teologo Diego Mecenero aveva tenuto, a dicembre, una relazione sul dialogo cristiano nelle famiglie di oggi. «La capacità di comunicare è in crisi - aveva spiegato Mecenero - dopo decenni di imperialismo della cultura dell'immagine, la parola soffre. I nostri ragazzi sono abituati alla comunicazione passiva della televisione, non riescono a raccontarsi con le parole e a dare un nome alle loro emozioni. Nella comunicazione, soprattutto in famiglia dove è più difficile, bisogna mettere in atto la fantasia del cuore, dobbiamo essere coerenti e onesti. È necessario poi recuperare le tradizioni come il presepe fatto in casa, le recitine, le processioni con i fiori… perché aiutano a vivere la fede e ad ancorarla alle radici della propria famiglia».

 

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Mercoledì, 08 Maggio 2013 02:00

Gran Gala' della Moda, si sceglie la madrina

Fervono i preparativi per la nona edizione del Gran Galà della Moda di Villa Collio. L'organizzazione, come sempre curata dall'associazione “Attività Produttive”, guidata dal neo presidente provinciale di Confartigianato Macerata, Renzo Leonori, e dall'Amministrazione comunale di San Severino Marche, sta lavorando all'evento che si terrà il 28 giugno.  In una data unica l'appuntamento di quest'anno sarà interamente dedicato a Confartigianato Imprese Macerata che, con oltre cinquanta aziende, presenterà le migliori produzioni locali nella suggestiva scalinata di uno dei monumenti più belli della città di San Severino Marche. Questo grazie all'interessamento del presidente nazionale Confartigianato Moda, Giuseppe Mazzarella, del responsabile Confartigianato Imprese comparto Moda Macerata, Paolo Capponi, e del presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi.

La direzione artistica della manifestazione sarà affidata, ancora una volta, a Marco Moscatelli mentre la regia sarà curata da Chiara Nadenich.

Si è al lavoro anche per la scelta della madrina. Dalle prime indiscrezioni trapelate la testimonial dell'edizione 2013 potrebbe essere fra le tre bellissime Cristina Chiabotto, Anna Laura Ribas e Manuela Arcuri. Ma la novità assoluta della nona edizione è la possibilità di avere in seconda serata sulle reti Rai la promozione dell'intero evento grazie all'interessamento di Mario De Panicis, vertice della tv pubblica.

Nonostante le difficoltà economiche si preannuncia un grande evento di show moda con la partecipazione dei grandi marchi e delle grandi aziende locali.

 

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Mercoledì, 08 Maggio 2013 02:00

Mogol: 'Talenti non si nasce, ma si diventa'

“Come può uno scoglio arginare il mare? Come può la difesa del diritto d'autore arginare coloro che vogliono usufruire gratuitamente? Oggi si usufruisce della musica circa 1000 volte di più rispetto a 50 anni fa senza che l'autore ne riceva il frutto. Ciò non determina solamente l'impossibilità di vivere per gli autori, ma soprattutto comporta la fine della cultura popolare, la cultura della qualità che ora, purtroppo, passa solo per le strade segnate dal profitto”. Con tali provocazioni Mogol, il popolare autore di testi di famosissime canzoni italiane, ha aperto il suo intervento all'incontro dal titolo “Il mio canto libero... tra diritto d'autore e Siae”, organizzato, mercoledì 8 maggio, dalla Scuola di Giurisprudenza dell'università di Camerino. Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il rettore Unicam, Flavio Corradini, il direttore della scuola, Antonio Flamini, e i docenti della scuola di giurisprudenza Antonella Merli e Francesco Casale.

“Siamo stati davvero onorati di incontrare il noto autore italiano che – ha sottolineato Antonio Flamini, direttore della scuola di giurisprudenza Unicam – con la sua poesia ha sicuramente dato un grande contributo alla cultura italiana. Autore dei testi di quasi 2000 canzoni, Mogol ha fornito interessanti spunti sul tema del diritto d'autore, analizzato anche nei suoi aspetti penalistici e civilistici”. Giulio Rapetti, noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo Mogol, è spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, ma il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop è stato decisamente molto più ampio. “Senza il diritto d'autore si uccide la cultura – ha rafforzato Mogol – perché si finisce per lavorare soltanto per puro piacere nei momenti che restano liberi dall'effettiva attività lavorativa. E' chiaro che in tal caso la professionalità ne risente moltissimo”. Parlando degli inizi del suo lungo sodalizio artistico con Lucio Battisti, Mogol ha scioccato i presenti dicendo che il cantante di Poggio Bustone “all'inizio non aveva talento, ma lo ha costruito nel tempo. Tutti abbiamo talento – ha proseguito – il problema è quello di coltivarlo. Una volta per emergere era necessario lavorare, migliorarsi e maturare esperienze. Oggi, invece, nella logica del profitto, per diventare famosi è sufficiente aver partecipato ad un reality. Ma dove sta la crescita di questi giovani? E' chiaro che non c'è partita tra chi ha coltivato il proprio talento e chi, al contrario, non ha nemmeno iniziato a farlo”. Ma le provocazioni non finisco qui perché Mogol ha confidato di aver scritto circa 20 anni fa una lettera all'allora ministro della pubblica istruzione D'Onofrio con una proposta che gli sta a cuore e che rinnova, “quella di insegnare nelle scuole la morale. Oltre all'insegnamento della religione, infatti – ha concluso Mogol - bisognerebbe introdurre una materia che insegni i valori”. 

 

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Martedì, 07 Maggio 2013 02:00

A Tolentino 'Mettiamo a dieta la pattumiera'

Appuntamento da non perdere venerdì 10 maggio, alle ore 10, alla Sala Conferenze del Cosmari, località Piane di Chienti,  a Tolentino con il convegno promosso da Cosmari, Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, Last Minut Market, Legambiente, Slow Food, Coop Adriatica, su “Mettiamo a dieta la pattumiera. Comportamenti ecosostenibili ed ecocompatibili”.

L'incontro è organizzato  per focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sullo spreco alimentare.

Tra i relatori Andrea Segrè, Professore Ordinario di Politica Agraria Internazionale e Comparata – Direttore Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Presidente Last Minut Market Spin-off Accademico, Presidente Centro Agroalimentare di Bologna che parlerà come sia possibile “Vivere a spreco zero”.

«Vivere a spreco zero – spiega il fondatore e presidente di Last Minute Market, Andrea Segrè - è un auspicio semplice, un verbo e due parole messe in fila per enunciare una piccola rivoluzione: con Last Minute Market lavoriamo da quindici anni per rintracciare gli equilibri insiti nel sistema, correggendo le dinamiche dello spreco. Spieghiamo come recuperare, anziché disperdere gli eccessi e al tempo stesso coprire le esigenze dei consumatori o delle comunità a basso potere d'acquisto. Una formula economica più che etica, un sistema “win-win” dove vincono tutti. In direzione di un orizzonte che abbiamo chiamato, quest'anno, Spreco zero, va anche la nostra campagna europea “Un anno contro lo spreco”, che da alcuni mesi lavora capillarmente sul territorio grazie a uno strumento che si chiama Carta Spreco Zero, sottoscritto da oltre 300 sindaci, promosso con Nordesteuropa Editore. La Carta impegna i primi cittadini a misure concrete di abbattimento degli sprechi sul territorio amministrato: il 30 aprile a Pesaro, in occasione della presentazione dei dati 2012 del progetto provinciale Last Minute Market, la Carta sarà sottoscritta ufficialmente dalle amministrazioni della provincia di Macerata e il 20 maggio saremo a Padova con un grande forum di 1000 sindaci italiani ed europei, in occasione della Green Week 2013. Nel frattempo speriamo di ricevere una risposta anche dalla Commissione europea, in merito alla richiesta – fatta propria dal Parlamento europeo in una Risoluzione 2012 – di proclamare il 2014 Anno europeo contro lo spreco alimentare». “Vivere a spreco zero” è anche il titolo del nuovo libro di Andrea Segrè, un saggio edito Marsilio editori, in libreria dal 15 maggio con appendice di consigli operativi per abbattere gli sprechi nel nostro quotidiano. Più di cento soluzioni per i cittadini, le aziende  e i pubblici amministratori per risparmiare su acqua, acquisti, energia, mobilità, rifiuti.

Cosa possiamo fare noi - cittadini-attivi, consum-attori, società civile - per evitare gli sprechi di cibo, acqua, energia? Cosa possono fare le imprese per prevenire perdite e inefficienze che comportano impatti economici, ambientali e anche sociali assai negativi per tutta la collettività? Cosa dovrebbero fare i nostri amministratori locali e la politica nazionale ed europea per promuovere una società che metta al bando gli sprechi: non solo di alimenti, acqua ed energia ma anche quelli legati ai rifiuti, alla mobilità, agli acquisti? Cosa dovrebbero fare i governi per promuovere un modello di produzione e di consumo che consenta di risparmiare e rinnovare le risorse naturali, e soprattutto farci uscire dalla crisi? Andrea Segrè tratteggia in questo libro un orizzonte, non a caso definito Spreco Zero, che porta concretamente a una nuova visione del rapporto fra ecologia ed economia. Dove la seconda - letteralmente la buona amministrazione della casa - è parte integrante della prima: la casa più grande, la nostra Terra.

Fare di più con meno, avere meno cose e più beni, relazionali e comuni. Vivere a spreco zero fa capire, con tanti consigli pratici, come si può passare da un falso ben-essere a un autentico ben-vivere. Ma è anche una vetrina di buone pratiche - in parte già esistenti, come il Last Minute Market - che, se replicate su scala nazionale ed europea, porteranno a una società più giusta

e responsabile, equa e solidale, rinnovabile e sostenibile rispetto ai bisogni e ai diritti dell'umanità.

 

«Questa crisi può essere l'occasione giusta per cambiare il proprio stile di vita. In meglio. Andrea Segrè ci spiega come farlo adesso»

Massimo Cirri

 

Andrea Segrè è professore ordinario di politica agraria internazionale e comparata e direttore del dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna. Fondatore e presidente di Last Minute Market, spin off accademico diventato eccellenza europea per la prevenzione e il recupero degli sprechi, ha ideato la campagna “Un anno contro lo spreco” che ha portato il Parlamento Europeo a votare una Risoluzione per dimezzare gli sprechi di alimenti entro il 2025 e i sindaci a sottoscrivere la Carta a Spreco Zero per le amministrazioni. Fra i suoi libri: Economia a colori (Einaudi),  Il libro nero, blu e verde sullo spreco in Italia (Edizioni Ambiente, 3 volumi: con Luca Falasconi Cibo e Acqua; con Matteo Vittuali Energia), Transforming Food Waste into a Resource (con Silvia Gaiani, Royal Society of Chemistry, Cambridge) e Cucinare senza sprechi (Ponte alle Grazie) per il quale, nel 2012, gli è stato conferito il Premio Artusi.

 

 

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Due giovani risultati positivi all'accertamento con l'etilometro, tre patenti ritirate e una denuncia per porto ingiustificato di arma da taglio. E' l'esito dei servizi di controllo del territorio effettuati dai carabinieri della compagnia di Camerino nello scorso fine settimana. I militari delle stazioni di Matelica e di Esanatoglia hanno denunciato due operai venticinquenni, uno di Camerino e l'altro di Perugia, incappati in un posto di controllo istituito nei pressi di un luogo di divertimento. Per entrambi, che guidavano in evidente stato di ebbrezza, è scattato il ritiro immediato della patente e la conseguente sottrazione di 10 punti. I carabinieri del nucleo radiomobile hanno scoperto un cittadino macedone, regolarmente residente in Italia, in possesso di un coltello a serramanico di genere proibito; la successiva perquisizione sul veicolo permetteva anche di rinvenire due taglierini che l'uomo conservava all'interno del porta oggetti. Il macedone è stato denunciato per il porto abusivo delle armi che sono state sequestrate.

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"La Marca Spaccata, divisa in due. Un viaggio zaino in spalla contemplando le magnifiche colline che potrebbero essere consegnate a Terna, attraverso la realizzazione del mega elettrodotto aereo Fano-Teramo".

É con queste parole che si apre la pagina Facebook dell'iniziativa "Tracce ad alta tensione"; un'idea di Marco Totti che ha deciso di intraprendere a piedi e in autostop il percorso che dovrebbe essere interessato dall'elettrodotto Terna.

Marco Totti é un impiegato di 43 anni che il primo maggio scorso é partito dalla sua città, Morro D'Alba, e si é incamminato lungo le più belle vallate marchigiane che potrebbero essere danneggiate dal progetto di Terna.

L'iniziativa di Marco é un'idea apolitica, con il solo scopo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sia dei paesi coinvolti dall'elettrodotto, sia in quelli dove invece la linea non é prevista. É un modo per informare, per conoscere nuove persone e spiegar loro quanto sia importante preservare il territorio in cui vivono.

Con lo zaino in spalla e una maglietta disegnata da Franca Gavini, Marco é passato per Monsano, Santa Maria Nuova, Cingoli, Treia e Belforte del Chienti e concluderà il suo viaggio a Gualdo, con l'incontro dei Comitati.

Marco racconta con soddisfazione l'esperienza che sta vivendo, ogni persona che ha incontrato e alla quale ha bussato alla sua porta per chiedere riposo o per parlargli dell'elettrodotto, gli ha lasciato la grande voglia di continuare questo suo progetto per difendere l'ambiente.

A Belforte é stato accolto da Franco Grifi, dal Comitato e dalla Comunità Montana che gli hanno mostrato i terreni che dovrebbero essere distrutti per costruire la sottostazione.

Marco avrà il piacere di cenare in un agriturismo del paese che coltiva prodotti biologici, ma che, se il progetto di Terna andasse in porto, perderebbe la sua biologicitá.

"Tracce ad alta tensione" non é semplicemente una passeggiata in solitaria per Marco, ma vede coinvolte tante altre persone che lo hanno aiutato e lo aiutano tuttora e che, grazie alla sua pagina Facebook, seguono i luoghi in cui si trova: diario di bordo al passo coi tempi.

"Con il mio viaggio ho visto che purtroppo alcuni paesi come Monsano e Santa Maria Nuova non hanno ricevuto le giuste informazioni in merito al progetto di Terna e spero che la mia iniziativa abbia portato in quei paesi un po' di chiarezza" ha detto Marco.

L'appuntamento a Gualdo di domenica 5 maggio non sarà per Marco la fine di un cammino, ma uno slancio in più per coinvolgere anche tutti coloro che prima non conoscevano i pericoli che l'elettrodotto potrebbe causare e che ora, forse, inizieranno anche loro a combattere.

"É un deserto meditativo, é la riscoperta di un territorio, é un viaggio zaino in spalla, é una pagina di Facebook, é la contemplazione di un paesaggio, é sentirsi parte di qualcosa, é un cammino spirituale, é un passaparola, é un momento di incontro, é non arrendersi mai...".

 

Giulia Sancricca

 

 

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Venerdì, 03 Maggio 2013 02:00

Atti vandalici a Camerino, scoperta gang

Si divertivano scorrazzando per le vie del centro di Camerino e danneggiando ogni genere di materiale che incontravano lungo il loro percorso. Così quattro minorenni, tutti sedicenni, studenti del luogo sono stati identificati dai carabinieri di Camerino, chiamati ad intervenire a seguito dei diversi episodi di vandalismo. I militari sono risaliti al gruppetto visionando ore ed ore di riprese delle telecamere di sorveglianza installate nei punti strategici della città e grazie alle testimonianze di alcuni residenti che hanno confermato la presenza dei ragazzi nei luoghi interessati dagli atti vandalici. E' stato accertato che, nei mesi scorsi, i giovanissimi avevano danneggiato alcuni tavolini e fioriere di un bar del centro, seggiolini ed estintori della sala d'attesa di un parcheggio pubblico, cabine telefoniche pubbliche, mobili e suppellettili all'interno di un ufficio pubblico dove erano riusciti a penetrare sfondando una porta secondaria. I quattro minorenni sono stati convocati presso il comando della compagnia di Camerino dove hanno ammesso le loro responsabilità, dicendo di averlo fatto per semplice divertimento. Ora ad occuparsi del caso sarà la Procura della Repubblica presso il Tribunale per Minorenni di Ancona, a cui i carabinieri hanno inviato una dettagliata informativa di reato interessando anche i servizi sociali.


 


 

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Giovedì, 02 Maggio 2013 02:00

Mogol ad Unicam: 'Il mio canto libero...'

Mogol, il popolare autore di testi di famosissime canzoni italiane, sarà a Camerino mercoledì 8 maggio 2013 per prendere parte all'incontro dal titolo “Il mio canto libero... tra diritto d'autore e SIAE”, organizzato dalla Scuola Unicam di Giurisprudenza nell'Aula Arangio Ruiz di Palazzo Ducale, con inizio alle ore 11.00. Al seminario interverranno il Rettore Unicam, Flavio Corradini, il Direttore della Scuola, Antonio Flamini, e i docenti della Scuola di Giurisprudenza Antonella Merli e Francesco Casale.

 

Siamo davvero onorati di incontrare il noto autore italiano che – ha sottolineato Antonio Flamini, Direttore della Scuola di Giurisprudenza Unicam – con la sua poesia ha sicuramente dato un grande contributo alla cultura italiana. Autore dei testi di quasi 2000 canzoni, Mogol fornirà interessanti spunti sul tema del diritto d'autore che sarà analizzato nei suoi aspetti penalistici e civilistici”.

 

Giulio Rapetti, noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo Mogol, è spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, ma il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop è stato decisamente molto più ampio. Oltre che come autore di canzoni ancora in piena attività, Mogol è impegnato in iniziative culturali e sociali di ampio respiro, dagli eventi di beneficenza, come quelli più che trentennali della Nazionale cantanti, al riconoscimento di borse di studio e premi ai più promettenti o grandi artisti nella musica. Nel 1992 ha fondato il CET (Centro Europeo di Toscolano), associazione no-profit che ha lo scopo di formare nuovi comunicatori professionisti nell'arte, a cominciare dalla musica pop. Per la sua inequivocabile esperienza e per ciò che rappresenta per la musica italiana è spesso invitato come ospite di prestigio o presidente di giurie di qualità, in grandi trasmissioni televisive e importanti manifestazioni musicali.

 

 

 

 

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